Giulio, uno per tutti

“Avete un solo argomento di cui parlare?”. Non richiesto, il commento dell’ambasciatore Egiziano Amr Helmy arriva appena si fa il nome di Giulio Regeni, nel corso di un’intervista a Francesco Rutelli. L’ex-sindaco della capitale è a Roma, a un convegno che si tiene nella lussuosa sede dell’Accademia d’Egitto di via Omero. Due giorni dopo la presentazione di “This is Egypt” la campagna di promozione del turismo da poco lanciata in Italia dall’Ente del turismo egiziano, anche la conferenza di ieri sembra andare verso una riconciliazione tra l’Italia e l’Egitto. Patrocinato, tra gli altri, dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e partecipato da due ex ministri italiani della cultura, Rutelli e Bray, insieme al parlamentare PD Khaled Chaouki, l’incontro di ieri è parte della XIV edizione del festival “Ottobre Africano”,  festival curato dallo scrittore Cleophas Adrien Dioma.

A fare gli onori di casa, in apertura di “La diplomazia Culturale per creare Sviluppo”, è proprio l’ambasciatore Helmy, che parla a lungo in arabo dell’importanza della diplomazia culturale, e cita a più riprese i diritti umani e la giustizia internazionale.

Rutelli ringrazia per l’intervento e risponde lodando la millenaria amicizia italo-egiziana, accennando solo di sfuggita e senza fare nomi alle complicate relazioni diplomatiche tra i due paesi. Il tutto si svolge in un clima di grande amicizia: Rutelli ed Helmy si stringono la mano, chiacchierano prima e dopo il convegno, passeggiano tra i quadri e le sculture in mostra nell’accademia.

Nelle stesse ore è il ministro degli Esteri Gentiloni, alla Luiss per un convegno, a ricordare che la vicenda di Giulio Regeni è ancora una “ferita aperta”.

Solo  due giorni fa la Egyptian Commission for Rights and Freedom, presieduta dal consulente della famiglia di Giulio, è stata perquisita. A settembre Paola e Claudio Regeni avevano chiesto un incontro con la procura egiziana, ma fino ad ora non se ne sa nulla.

In Egitto la repressione aumenta in modo esponenziale in vista delle manifestazioni contro il governo che sono previste per l’11  novembre. Le sparizioni forzate continuano, a centinaia, nel paese. I detenuti per motivi politici sono migliaia. Non “uno solo”…

 

 

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