Dal Rif a Rabat, il Marocco dice basta

Intervista a Larbi Elhafidi, militante di Attac Maroc, già pubblicata dall’agenzia di stampa Dire.

(DIRE) Roma, 12 giu. – Una manifestazione nazionale “enorme” partita da Facebook “per sostenere le popolazioni in lotta del Rif e chiedere la liberazione delle oltre 120 persone detenute dal 26 maggio”. Con queste parole Larbi Elhafidi, membro dell’associazione di sinistra Attac Maroc, descrive e presenta alla DIRE le ragioni del corteo che si e’ svolto ieri a Rabat. Si e’ trattato della piu’ grande manifestazione nazionale che il Paese abbia conosciuto dai tempi del movimento ’20 febbraio’ del 2011, con almeno 10mila dimostranti secondo la polizia, circa 60mila secondo gli organizzatori. Seguiranno altri momenti di mobilitazione, afferma Elhafidi: “Il 20 giugno il comitato nazionale di sostegno al Rif organizzera’ una nuova manifestazione nazionale, il 20 luglio ci sara’ una carovana di solidarieta’ verso il Rif. Ad ogni modo assistiamo quasi ogni giorno a manifestazioni in tutto il Paese”. Il corteo di ieri e’ stato convocato con un appello promosso da realta’ apartitiche e generalmente vicine alla sinistra. Tuttavia, e’ stata l’organizzazione islamista Al-Adl wa Al-ihsan (Giustizia e spiritualita’) ad attrarre il maggior numero di persone, aderendo solo pochi giorni prima del corteo. Al-Adl wa Al-ihsan, e’ un’organizzazione illegale in Marocco sebbene i suoi membri abbiano sempre dichiarato di rifiutare la violenza. Per Elhafidi si tratta di “un movimento islamista reazionario che organizza molte persone ed e’ la piu’ grande forza organizzata di opposizione nel Paese, ma sconta una mancanza di coraggio politico”. In Marocco la nuova ondata di manifestazioni e’ partita nell’ottobre del 2016 dalla citta’ di Al-Hoceima, nella regione settentrionale del Rif. “La popolazione vuole diritti sociali, un’universita’, un ospedale oncologico, la fine dell’isolamento e della militarizzazione della regione” dice El-Hafidi, secondo cui “questo grande movimento mostra la sconfitta delle ‘cosiddette’ riforme del 2011” e “delle politiche liberiste nel Paese in generale, nel Rif in particolare”. E conclude: “Lo Stato e’ piu’ che mai in un’impasse”. (http://www.dire.it)marocco

Foto credits: https://www.facebook.com/attac.maroc

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